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PARMA CAPITALE DELLA MUSICA CON VERDI E TOSCANINI
Parma non è solo una città da vedere ma anche da "ascoltare", infatti, da queste parti, si respira aria di musica sulle note di due grandi compositori: Arturo Toscanini, al quale la città ha dato i natali, e Giuseppe Verdi, nato a Busseto.
La casa in cui Arturo Toscanini nacque nel 1877 e trascorse i suoi primi anni di vita si trova nell'Oltretorrente, un quartiere di Parma che oggi si presenta benestante e composto, ma che, al tempo del grande musicista, era uno dei più poveri della città. Claudio Toscanini, padre di Arturo, giunse in questo quartiere con la moglie Paolina incinta; trovata una provvisoria sistemazione presso Borgo Tanzi, la lasciarono quando il piccolo Arturo era ancora un lattante. Uomo dalle idee rivoluzionarie, affiliato alla Carboneria e poi garibaldino, segnalato nei registri della polizia, Claudio Toscanini, di professione sarto, non si poté permettere un quartiere più rispettabile né una casa più grande: di certo non poteva immaginare che quell'abitazione così angusta e frugale sarebbe diventata un museo dedicato a suo figlio, uno dei più grandi direttori d'orchestra di tutti i tempi. Lettere e foto autografe di "grandi" della musica e dell'arte spiccano sulle pareti: Gabriele D'Annunzio, Debussy, Carducci, Puccini, Ravel, solo per citarne alcuni; vi sono conservati anche arredi, memorie e ricordi, oggetti appartenuti a Verdi e persino una pagina del Parsifal di Wagner. Nonostante la sua fama di uomo dal carattere difficile e scontroso, Parma lo ricorda con benevolenza e sono numerosi i gruppi di scolaresche e di turisti che visitano la sua casa.
Nonostante la fama, la ricchezza e la non comune levatura culturale, anche Giuseppe Verdi, nato a Le Roncole, vicino a Busseto, nel 1813, rimase sempre legato alla sua terra natia. Il musicista aveva appena tre anni quando, nel 1816, fece il suo ingresso nella capitale del ducato Maria Luigia d'Austria, la cui personalità ha influenzato profondamente la moda e lo stile di vita dell'epoca. Figlio di un oste e di una filatrice, Verdi si formò musicalmente e culturalmente a Milano, dove, grazie al suo innato talento per la musica, ebbe la possibilità di conoscere le correnti musicali contemporanee frequentando assiduamente i teatri della città. I rapporti con l' "intellighenzia" milanese e la pressante dominazione austriaca lo spinsero a dedicarsi interamente al teatro in musica. Questa scelta legherà indissolubilmente la sua figura e la sua musica al Romanticismo e, soprattutto, al Risorgimento italiano. Parma, città designata come sede delle celebrazioni nazionali del centenario del "Cigno di Busseto", ha festeggiato questo anniversario con concerti, balletti, mostre ed eventi prestigiosi, mentre gli ambienti e i luoghi legati al grande maestro e i monumenti parmensi sono stati abbelliti e ristrutturati per l'occasione.
Nel 1863 Verdi scriveva, con sincera umiltà, "Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole" dimostrando la stessa dignitosa semplicità che ancora oggi traspare dalla casa natale, a Le Roncole appunto, meta ogni anno di migliaia di visitatori. Molti sono i luoghi del Parmense in cui riecheggia la presenza del grande compositore: la chiesa di S. Michele, dove imparò a suonare l'organo da bambino, casa Barezzi a Busseto, appartenuta ad Antonio Barezzi, e, sempre a Busseto, il Palazzo Orlandi, dove visse con Giuseppina Strepponi, il teatro Verdi e il Museo Civico, mentre a Sant'Agata troviamo Villa Verdi, in cui visse dal 1851 fino alla morte, avvenuta a Milano il 27 gennaio 1901.