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"Terre
di Lunezia"... terre perché , nonostante i profondi
legami geografici, storici e culturali, non costituiscono
ancora un'unica entità dal punto di vista amministrativo.
Antiche e radicate tradizioni, retaggio di un lontanissimo
passato, sono alla base dell'identità della regione
"Emiliano - Lunense", o "Lunezia", che,
pur non costituendo una regione "reale" è
ben viva nella coscienza degli abitanti e, idealmente, comprende
le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Massa Carrara
e La Spezia.
La storia è testimone dell'identità di questa
terra, che, già nella preistoria, era abitata dalla
popolazione dei Liguri-Apuani, la quale ha lasciato profonde
tracce della propria esistenza, nonostante la successiva incidenza
della dominazione romana. La strenua resistenza opposta dai
Liguri-Apuani all'invasione, infatti, costrinse i Romani alla
deportazione in massa della popolazione locale nel 180 a.C.,
poco prima della deduzione della colonia di Luni. Le tracce
più evidenti lasciate dai Liguri Apuani sono le statue
- stele lunigianesi, monoliti che rappresentano figure umane
stilizzate: quelle maschili hanno gli attributi tipici dei
guerrieri (pugnali ed asce), quelle femminili sono caratterizzate
dalla presenza di seni e gioielli. Questi menhir rappresentano
un caso unico, che non trova paragoni nel resto della Toscana,
né in Liguria, mentre si possono riscontrare analogie
culturali ed artistiche in Trentino, in Valcamonica e in Valle
d'Aosta.
La fondazione del "municipium" di Luni, da cui deriva
il nome stesso della Lunigiana, ha condizionato profondamente
la storia locale: lo sfruttamento delle cave di Carrara, la
costruzione della via Aurelia a ridosso della costa e l'importanza
commerciale del porto di Luni, sono il frutto della "romanizzazione"
di tutta la zona.
In epoca cristiana la diocesi Lunense, sede di un importante
e potente vescovado, mantenne la propria egemonia sul territorio,
e, durante il Medioevo, l'ordinamento feudale contribuì
a disgregare ancora di più i centri della Lunezia,
le cui vicende, da allora, seguirono percorsi parralleli ma
indipendenti.
La questione mai sopita dell'unione delle Terre di Lunezia
tornò prepotentemente alla ribalta nel 1814, anno del
trattato di Fontainebleau, che sancì il passaggio a
Maria Luigia, moglie di Napoleone Bonaparte, del Ducato di
Parma, Piacenza e Guastalla. In questa sede venne discussa
dagli statisti la possibilità di unire i territori
di Parma e Piacenza con la Val di Magra e La Spezia, che costituiva
il naturale sbocco al mare del Parmense. Talleyrand, già
contrario alla presenza dei Bonaparte in Italia, si oppose,
poiché la vicinanza della Spezia all'Isola d'Elba,
dove era detenuto Napoleone, avrebbe potuto indurre Maria
Luigia ad un tentativo di liberazione del marito.
La soluzione più logica secondo le analisi degli statisti
dell'epoca, quindi, fu contestata solo a causa problemi politici
contingenti, in un'Europa in cui era ancora vivo il ricordo
delle gesta di Napoleone. Se questo non fosse accaduto, probabilmente,
l'annessione della Spezia e della Lunigiana al Ducato di Parma
e Piacenza avrebbe condizionato anche la ripartizione in regioni
avvenuta dopo l'unità d'Italia. Così non fu,
ma, anche durante il Risorgimento, continuarono i tentativi
di unificare questi territori: nel 1861 Pontremoli tentò
di ottenere l'annessione a Parma, La Spezia, invece, nel 1871
propose di unire il proprio territorio a quello di Massa Carrara,
mentre Massa fin dal 1863 richiedeva una revisione dei confini.
Pontemoli chiese ancora di essere staccata dalla provincia
di Massa Carrara nel 1888 e nel 1892, ma anche in queste occasioni
senza successo. Innumerevoli furono, ancora nel corso del
Novecento, i tentativi di costituire una regione "Emiliano-Lunense",
per sempio alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando
venne proposta una regione comprendente Piacenza, Reggio Emilia,
Parma, Modena, La Spezia e la val di Magra.
Le terre di Lunezia sono tuttora divise fra Toscana, Liguria
ed Emilia Romagna... ma, nonostante questo, sono zone piene
di attrattive e di luoghi unici da visitare, dalla Lunigiana
storica, con i suoi castelli, i borghi medievali e i musei,
alla Spezia, con le splendide località che la incorniciano
(Porto Venere, Cinque Terre e Lerici solo per fare alcuni
esempi), dai suggestivi paesaggi delle Apuane alla "terra
dei castelli" dell'antico ducato di Parma e Piacenza.
Si tratta di un territorio ricchissimo dal punto di vista
storico culturale, il cui futuro non è legato soltanto
al turismo, poiché le potenzialità economiche
delle terre di Lunezia sono varie: il fiorente porto della
Spezia, la rigogliosa pianura Padana del Parmense, le cave
di marmo delle Apuane uniche al mondo... e altre risorse tutte
da scoprire.
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