-Homepage
> Torna alla homepage
-La Storia
> Storia della Lunezia
-Itinerari turistici
> Castelli della Lunigiana
> Vie del Marmo
> La città di Parma
> La città di Sarzana
> Itinerario Versilia
-Cultura e tempo libero
> Musei Prov. Massa
> Musei Prov. La Spezia
> Grotte del Vento
-I piatti tipici
> Gastronomia Lucca
> Gastronomia Lunigiana
> Gastronomia La Spezia
> Gastronomia Parma

 

La Storia.
"Terre di Lunezia"... terre perché , nonostante i profondi legami geografici, storici e culturali, non costituiscono ancora un'unica entità dal punto di vista amministrativo. Antiche e radicate tradizioni, retaggio di un lontanissimo passato, sono alla base dell'identità della regione "Emiliano - Lunense", o "Lunezia", che, pur non costituendo una regione "reale" è ben viva nella coscienza degli abitanti e, idealmente, comprende le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Massa Carrara e La Spezia.
La storia è testimone dell'identità di questa terra, che, già nella preistoria, era abitata dalla popolazione dei Liguri-Apuani, la quale ha lasciato profonde tracce della propria esistenza, nonostante la successiva incidenza della dominazione romana. La strenua resistenza opposta dai Liguri-Apuani all'invasione, infatti, costrinse i Romani alla deportazione in massa della popolazione locale nel 180 a.C., poco prima della deduzione della colonia di Luni. Le tracce più evidenti lasciate dai Liguri Apuani sono le statue - stele lunigianesi, monoliti che rappresentano figure umane stilizzate: quelle maschili hanno gli attributi tipici dei guerrieri (pugnali ed asce), quelle femminili sono caratterizzate dalla presenza di seni e gioielli. Questi menhir rappresentano un caso unico, che non trova paragoni nel resto della Toscana, né in Liguria, mentre si possono riscontrare analogie culturali ed artistiche in Trentino, in Valcamonica e in Valle d'Aosta.
La fondazione del "municipium" di Luni, da cui deriva il nome stesso della Lunigiana, ha condizionato profondamente la storia locale: lo sfruttamento delle cave di Carrara, la costruzione della via Aurelia a ridosso della costa e l'importanza commerciale del porto di Luni, sono il frutto della "romanizzazione" di tutta la zona.
In epoca cristiana la diocesi Lunense, sede di un importante e potente vescovado, mantenne la propria egemonia sul territorio, e, durante il Medioevo, l'ordinamento feudale contribuì a disgregare ancora di più i centri della Lunezia, le cui vicende, da allora, seguirono percorsi parralleli ma indipendenti.
La questione mai sopita dell'unione delle Terre di Lunezia tornò prepotentemente alla ribalta nel 1814, anno del trattato di Fontainebleau, che sancì il passaggio a Maria Luigia, moglie di Napoleone Bonaparte, del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. In questa sede venne discussa dagli statisti la possibilità di unire i territori di Parma e Piacenza con la Val di Magra e La Spezia, che costituiva il naturale sbocco al mare del Parmense. Talleyrand, già contrario alla presenza dei Bonaparte in Italia, si oppose, poiché la vicinanza della Spezia all'Isola d'Elba, dove era detenuto Napoleone, avrebbe potuto indurre Maria Luigia ad un tentativo di liberazione del marito.
La soluzione più logica secondo le analisi degli statisti dell'epoca, quindi, fu contestata solo a causa problemi politici contingenti, in un'Europa in cui era ancora vivo il ricordo delle gesta di Napoleone. Se questo non fosse accaduto, probabilmente, l'annessione della Spezia e della Lunigiana al Ducato di Parma e Piacenza avrebbe condizionato anche la ripartizione in regioni avvenuta dopo l'unità d'Italia. Così non fu, ma, anche durante il Risorgimento, continuarono i tentativi di unificare questi territori: nel 1861 Pontremoli tentò di ottenere l'annessione a Parma, La Spezia, invece, nel 1871 propose di unire il proprio territorio a quello di Massa Carrara, mentre Massa fin dal 1863 richiedeva una revisione dei confini. Pontemoli chiese ancora di essere staccata dalla provincia di Massa Carrara nel 1888 e nel 1892, ma anche in queste occasioni senza successo. Innumerevoli furono, ancora nel corso del Novecento, i tentativi di costituire una regione "Emiliano-Lunense", per sempio alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando venne proposta una regione comprendente Piacenza, Reggio Emilia, Parma, Modena, La Spezia e la val di Magra.
Le terre di Lunezia sono tuttora divise fra Toscana, Liguria ed Emilia Romagna... ma, nonostante questo, sono zone piene di attrattive e di luoghi unici da visitare, dalla Lunigiana storica, con i suoi castelli, i borghi medievali e i musei, alla Spezia, con le splendide località che la incorniciano (Porto Venere, Cinque Terre e Lerici solo per fare alcuni esempi), dai suggestivi paesaggi delle Apuane alla "terra dei castelli" dell'antico ducato di Parma e Piacenza.
Si tratta di un territorio ricchissimo dal punto di vista storico culturale, il cui futuro non è legato soltanto al turismo, poiché le potenzialità economiche delle terre di Lunezia sono varie: il fiorente porto della Spezia, la rigogliosa pianura Padana del Parmense, le cave di marmo delle Apuane uniche al mondo... e altre risorse tutte da scoprire.